Tra natura e reperti storici, il Parco della Murgia Materana (o Parco Archeologico Storico Naturale delle Chiese Rupestri del Materano) è tutto da scoprire, perfetto per un weekend in Basilicata alla ricerca delle nostre origini e una vacanza antistress. In tutto ottomila ettari che racchiudono moltissimi siti di enorme interesse storico e archeologico, ma anche una flora e una fauna variegata. Il territorio, tra i comuni di Matera e Montescaglioso, solo all’apparenza è inospitale, con le sue pietraie e i suoi bordi scoscesi. In realtà basta addentrarsi per scoprire un mondo nuovo fatto di rocce calcaree, grotte e forre nelle quali sono state ritrovatele tracce di antichi insediamenti, come i manufatti litici ritrovati nella Grotta dei Pipistrelli, i villaggi neolitici di Murgia Timone, Murgicchia e Trasanello o ancora le necropoli dell’Età del Bronzo e del Ferro. Da non perdere assolutamente la Gravina di Matera, un canyon che si sviluppa per 20 chilometri dal capoluogo lucano fino a Montescaglioso. Ma il Parco della Murgia Materana racchiude anche 150 siti di culto ricavati all’interno delle grotte, collocabili in differenti periodi storici compresi tra l’Alto Medioevo e il XIX secolo ed appartenenti ai diversi stili che hanno caratterizzato la cultura delle civiltà e dei popoli che si sono succeduti nel corso della storia. La struttura delle chiese rupestri è costituita per la maggior parte da ingresso, aula e presbiterio in cui sono individuabili elementi architettonici tipici della liturgia greca e latina. E ancora, preziosi affreschi di influenza bizantina come nella cripta di Sant’Andrea e in quella di San Luca. Per concludere, il Villaggio Saraceno di epoca medievale con settanta grotte dotate di mensole e nicchie.